

Lo scambio delle esperienze tra il comune di Reggio Emilia (Italia) e la città di Kragujevac sull'inclusione dei bambini con i diritti speciali nelle scuole d’infanzia e nei nidi, era argumento dell'iniziativa pubblica tenuta nella sala del Consiglio Comunale. Ci sono stati presenti degli esperti di Reggio Emilia e quest’iniziativa pubblica rappresenta la parte del progetto “Una città per tutti“ che è finanziato da parte della Regione Emilia Romagna e del comune di Reggio Emilia.
Nel 2006 il Comune di Kragujevac ha preso un impegno con il Comune di Reggio Emilia per confrontarsi sui temi dell’inclusione scolastica e dei diritti dei bambini, grazie al confronto pedagogico con il modello reggiano che è conosciuto in tutto il mondo dagli anni ’70. Inoltre, in ambito di questo programma, è ristrutturata la scuola Cuperak che oggi ospita 400 bambini.
Sabrina Rosati dell’Agenzia per la promozione di Reggio Emilia “Reggio nel mondo” ha detto: “La nostra esperienza racconta che i bambini con i diritti speciali inclusi nei gruppi regolari hanno conseguito un miglioramento più veloce e sono riusciti a sviluppare delle proprie capacità e abilità più che i bambini nei gruppi in cui ci sono solo dei bambini con i diritti speciali. L’inclusione per sè ha un valore, non solo per questi bambini, ma anche per i loro compagni che in questo modo da piccoli vedono e conoscono la vera vita e i valori giusti”.
Il processo dell’inclusione dei bambini nelle scuole d'infanzia e nei nidi a Kragujevac è cominciato come l’iniziativa pilota. In questo momento ci sono 60 bambini inclusi nei gruppi regolari e in 2 gruppi di svillupo, ma i bisogni reali sono ancora più grandi. Secondo le parole di Slavica Saveljic, assessore alla politica sociale e alla cura sociale dei bambini, l’autogestione locale cercherà, nel periodo successivo, di creare le condizioni migliori affinchè il processo d'inclusione funzioni senza disturbi e raccolga il numero più grande dei bambini dove c’è bisogno. Questo significa il rafforzamento e la formazione degli educatori e dei volonteri per il lavoro nei gruppi misti e il miglioramento delle competenze dei genitori. Le esperienze degli esperti d’Italia che hanno fatto questo percorso formativo per educatori e volontari di “Nada Naumovic” e per genitori, sono sicuramente molto utili. Oltre all’applicazione delle migliori pratiche europee, per il processo d'inclusione a Kragujevac, è molto importante la partecipazione attiva dei media affinchè il pubblico si sensibilizzi di più ai problemi dei bambini con i diritti speciali e contribuisca alla loro inclusione sociale più grande.